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Malinconia del 25/08/2009





LA MALINCONIA... IN POESIA

E... NON SOLO...

Tony Kospan

 
La malinconia come ben sappiamo è un sentimento...
Un sentimento certo non di gioia... nè di entusiasmo...
ma esso talvolta ci invade... ci prende... ci avvolge...
ci fa sentire la mancanza o il desiderio di qualcosa... di qualcuno...
Certo se essa diventa una costante può diventar ahimé
tremenda depressione...
ma se ci colpisce di tanto in tanto...
essa può esser una dolce nostalgica amica... un momento di pausa...
un terreno di coltura fertile che ci porterà poi a nuova vita...
a nuove esperienze... a nuove emozioni...
L'autunno... è considerato in genere...
dopo il fulgore dell'estate ed in attesa dei freddi dell'inverno... la stagione in cui più di frequente essa può raggiungerci.
 
 


ROSA MALINCONICA
Nicolas Guillén
 
L’anima vola e vola
cercandoti lontano,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo.
Guardo poco a poco l’alba
la campagna inumidisce,
e il giorno è come un bimbo
che si sveglia nel cielo,
oh Rosa melanconica,
carichi gli occhi d’ombra,
dal mio povero lenzuolo
tocco il tuo solido corpo.
Quando già alto il sole
arde col suo alto fuoco,
quando la sera cade
dal ponente disfatto,
io nel mio lontano desco
il tuo ignoto pane osservo.
E nella notte gravida
d’appassionato silenzio,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo,
dorata, viva e umida,
tu discendi dal tetto,
mi prendi la mano fredda
e resti li a guardarmi.
Io chiudo allora gli occhi,
ma pur sempre ti vedo,
là piantata, a fissare
il tuo sguardo sul mio petto,
lungo sguardo immobile,
come un pugnale di sogno.



MALINCONIA
Giuseppe Ungaretti
 
Calante melinconia lungo il corpo avvinto
al suo destino
Calante notturno abbandono
di corpi a pien'anima presi
nel silenzio vasto
che gli occhi non guardano
ma un'apprensione
Abbandono dolce di corpi
pesanti d'amaro
labbra rapprese
in tornitura di labbra lontane
voluttà crudele di corpi estinti
in voglie inappagabili
Mondo
Attonimento
in una gita folle
di pupille amorose
In una gita che se ne va in fumo
col sonno
e se incontra la morte
è il dormire più vero



ALLA MALINCONIA
Hermann Hesse 
 
Nel vino e negli amici ti ho fuggita,
poichè dei tuoi occhi cupi avevo orrore,
io figlio tuo infedele ti obliai
in braccia amanti, nell'onda del fragore.
Ma tu mi accompagnavi silenziosa,
eri nel vino ch'io bevvi sconsolato,
eri nell'ansia delle mie notti d'amore,
perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata. 
Ora conforti tu le membra mie spossate,
hai accolto sul tuo grembo la mia testa,
ora che dai miei viaggi son tornato:
giacchè ogni mio vagare era un venire a te.




Pubblicato il 25/8/2009 alle 21.59 nella rubrica Il mio Diario: Pensieri in libertà del giorno.

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